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Il Fairmont Southampton alle Bermuda è molto di più di un hotel cinque stelle. Infatti oltre all'albergo vero e proprio comprende un ampia serie di opportunità e servizi connessi che ne fanno un vero e proprio resort.

Le camere sono tutte nell'edificio centrale, vasto e piuttosto alto, collocato sulla collina che domina l'area riservata all'hotel. Tutt'intorno, raggiungibili a piedi, i vari benefit, peraltro collegati anche da un continuo servizio di affascinanti trolley old style che partendo dall'ingresso principale dell'hotel portano ovunque all'interno della proprietà.

All'ingresso nella hall del corpo principale sulla destra si trova il lungo banco della reception. Inutilmente lungo perche' sempre presidiato da poco personale. Al centro della hall invece una serie di scale a vista portano al piano inferiore (piscina, sala giochi e ristorante "The wicket") e superiore (negozi, sale riunioni e spa). A sinistra il bar e, tutt'intorno, gli accessi a ristoranti, sale riunioni e saloni per le feste.

Molto interessanti le camere che definire spaziose è poco (e non ho visto le suite). Arredamento classico (e forse un po' noioso) con un grande e comodo letto, una scrivania tradizionale e, nel mobile su cui è posizionata la televisione, oltre ad alcuni utili cassetti anche un ben fornito frigo bar con relativo kit per le bevande calde comprensivo di una macchina per il caffè a cialde.

Nessun armadio perché le camere dispongono di una cabina armadio semplicemente enorme e le camere doppie ne hanno ben due di uguali dimensioni (sono stato sia in una doppia che in una singola). Comodissime e spaziose contengono anche una grande cassettiera e la cassaforte.

Il bagno è sulla sinistra entrando ed è diviso in due zone. Una con la doccia/vasca ed i servizi ed una con il lavandino (anzi il doppio lavandino). Kit di cortesia di qualità ed ovviamente abbondanza di asciugamani, accappatoi e ciabatte.

La vista dal piccolo balconcino attrezzato con sedie e tavolino varia molto in base all'ala in cui è situata la camera e, soprattutto, il piano. Naturalmente più in alto si sale migliore è la vista. In ogni caso quasi tutti hanno la possibilità di vedere il campo da golf e, in lontananza, il mare (anche se la mia aveva questa piacevolezza per buona parte rovinata dall'eccessiva vicinanza del tetto di uno dei ristoranti che toglieva ogni poesia alla veduta).

Come detto fin dall'inizio è però altro a rendere  interessante il Fairmont Southampton. Sopra ogni altra cosa la spiaggia privata: semplicemente magnifica, con la sabbia candida ed il mare cristallino. Una spiaggia spettacolare che mozza il fiato. D'altrocanto è accanto, realmente a pochi passi da una delle più belle spiagge di Bermuda (e forse del mondo) Horseshoe Bay che, infatti, si può raggiungere a piedi in due minuti uscendo dalla proprieta' dell'albergo.

Naturalmente la spiaggia dell'hotel è attrezzatissima ed oltre ad ombrelloni, lettini e teli offre anche, ma a pagamento, snorkeling, tavole, canoe e qualsiasi altra sciocchezza vi venga in mente di fare od usare.

Di giorno il bar offre discrete opzioni per mangiare ed un discreto servizio sulla spiaggia mentre la sera, sul lato opposto, funziona l'Ocean Club, ristorante di pesce un po' pretenzioso e non certo straordinario ma, in linea con tutto il resto in albergo, piuttosto costoso.

I campi da tennis sono vicini alla spiaggia, il campo da golf ( The Turtle Hill Golf ) al centro del comprensorio, a cavallo della collina su cui si trova l'edificio principale, con accanto il ristorante italiano "Bacci" (con chef italocanadese e personale asiatico) formale, decisamente sopravvalutato e dalla cucina italiana decisamente americanizzata.

L'albergo offre anche, gratuitamente, agli ospiti un servizio di ferry privato che due volte al giorno porta, in circa un quarto d'ora, all'albergo gemello, il Fairmont Princess che si trova al centro della cittadina di Hamilton, piccola capitale di Bermuda. Al molo di partenza del ferry un'altro ristorante il Waterlot Inn (che non ho provato).

Per mangiare e, probabilmente restano le opzioni migliori, ci sono anche il bar della hall (un po' pretenziosamente chiamato Jasmine Lounge) ed il Newport, definito Gastropub, che offre un discreto menu' di stile americano con qualche interessante fantasia e raffinatezza.

Non mancano: la piscina (sostanzialmente nel corpo principale dell'albergo) con un buon servizio bar (che chiude però presto) ed il problema di essere raggiunta, a causa dell'edificio, un po' troppo prematuramente dall'ombra; al primo piano un paio di negozi di abbigliamento di qualità, uno di orologi ed altri vari nonché, al piano sotto la hall, una sorta di minimarket per le esigenze immediate (ma decisamente limitato); notevole invece la Spa con proposte e servizi di altissima qualità e prezzi decisamente alti.

Un discorso a parte merita la colazione fatta nelle magnifiche sale del "Windows on the Sound" dall'arredamento un po' kitsch ma dalle varie sale rotonde con grandi vetrate ed incomparabile vista sul curatissimo giardino e, sullo sfondo, il mare. Trionfale il buffet, anzi i buffet situati i diversi punti, a contornare la sala principale in cui stazionano le postazioni per i piatti fatti al momento (dalle uova alle crepes) a cui va però fatta una menzione particolare per la sezione dei succhi e degli smoothie.

Ovviamente un albergo di tali dimensioni e con tanti servizi aggiuntivi necessita di tantissimo personale. Ed, in effetti, il personale, spesso nei tradizionali bermuda (con relativi calzettoni) non manca anche se a volte sembra distribuito in modo poco comprensibile. Sempre scarso quello alla reception che per qualsiasi minimo problema deve chiedere a qualcuno di grado superiore che non compare mai e resta nascosto negli uffici. A volte eccessivo quello presente all'ingresso. Caotico quello dei piani. Personale cortese (ci mancherebbe) ma di una cortesia un po' di facciata, un po' melensa e poco convincente.

Da segnalare ancora che i prezzi sono molto alti; che internet è gratuita solo per chi è iscritto al vip club (cosa che per fortuna ero); che nell'ufficio contabile regna il caos più totale ed il conto va controllato attentamente alla partenza (senza che questo impedisca di ritrovarsi misteriosi addebiti sulla carta di credito che l'albergo non riesce poi per mesi a spiegare); che gli ospiti sono prevalentemente americani ed inglesi; che per muoversi al di fuori degli spazi dell'albergo è indispensabile usare il taxi (sempre disponibili all'ingresso) anche se, teoricamente, esistono anche i bus di linea.

Immagini del bagno in Private Baths and Public Toilettes
Immagini della spiaggia di Horseshoe su Personal site about the world
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